Accanto alle oltre 120 mila aziende che già operano con successo oltre confine, l’Italia ha una “riserva” potenziale di circa 17 mila imprese che hanno le carte in regola per esportare in maniera stabile ma che, per ragioni diverse, non sono ancora riuscite ad esprimere appieno questa vocazione, o lo hanno fatto solo in maniera sporadica. Sbloccare questo potenziale potrebbe tradursi in un incremento stimato tra il 2,6% e il 3,0% del fatturato complessivo derivante dalle esportazioni. Di questa importante risorsa si è occupato il Rapporto di Unioncamere sulle imprese potenziali esportatrici, curato dal Centro Studi Tagliacarne: un’analisi che invita a una riflessione approfondita sulle strategie da adottare per accompagnare queste realtà nel loro percorso di internazionalizzazione.
INTERNAZIONALIZZAZIONE
Made in Italy, la carica delle 17 mila imprese che possono rafforzare l’export del Belpaese
L’Italia conta oltre 17.000 imprese “aspiranti” ed “emergenti” esportatrici che potrebbero incrementare l’export nazionale fino al 3,0%. Il rapporto Unioncamere-Tagliacarne ne analizza caratteristiche, distribuzione geografica e settoriale, evidenziando la necessità di supporti mirati per sbloccare questo potenziale, soprattutto tra le microimprese manifatturiere e quelle con esposizione a mercati specifici come gli USA.

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