La manifattura italiana apre il 2026 con segnali contrastanti, muovendosi lungo un sentiero di risalita che resta lento e incerto. Nonostante il dato positivo del PIL nel quarto trimestre 2025, cresciuto dello 0,3% grazie alla spinta degli investimenti del PNRR, l’attività industriale continua a risentire della debolezza dei consumi, con vendite al dettaglio calate dello 0,9% in volume a dicembre.
l'analisi del csc
Il 2026 dell’industria inizia all’insegna dell’incertezza: pesano consumi deboli e contrazione dell’export
La congiuntura flash di febbraio elaborata dal Centro Studi Confindustria fotografa una risalita fragile, dove la crescita del PIL dello 0,3% nel quarto trimestre 2025 non basta a dissipare le incertezze. Pesano il calo dell’export dell’1,9% (influenzato dal dollaro a 1,18), gli elevati costi energetici e la risalita del costo del credito al 3,58%. Deboli anche i consumi interni, con il miglioramento della fiducia dei consumatori registrato a gennaio che non si è ancora tradotto in una ripresa della spesa reale.

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