PTC: “Siamo un’azienda 100% subscription based”

La società di Boston attiva nello sviluppo di soluzioni software Cad, 3D, PLM e Augmented Reality non vende più nessun prodotto con licenze perpetue, ma solo in abbonamento. E punta sul Software as a Service con l’acquisizione di Onshape.

Pubblicato il 16 Dic 2019

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Il 2019 è stato un anno intenso e ricco di soddisfazioni per PTC, azienda di Boston attiva nello sviluppo di soluzioni software Cad, 3D, PLM (Product Lifecycle Management) e AR (Augmented Reality).

La società, che ha da poco trasferito il suo headquarter in un nuovo palazzo nel quartiere di Seaport (la zona più “tecnologica” e innovativa di Boston), e ha nominato da nemmeno due mesi un nuovo Direttore Generale Emea – Stéphane Barberet, ex EMC e Dell Technologies -, ha da poco completato un processo di transizione che l’ha trasformata al 100% in un’azienda “subscription based“: in pratica, non vende più nessun prodotto con licenze perpetue, ma solo in abbonamento.

Secondo Paolo Delnevo, VP South Europe di PTC, a seguito del passaggio al nuovo modello di business l’azienda prevedeva una flessione degli utili per un periodo di circa 3 anni; in realtà, gli utili hanno ripreso a salire con oltre un anno di anticipo sul previsto, confermando la bontà del nuovo approccio.

L’anno fiscale 2019, chiuso in settembre, vede infatti le revenue crescere fino a 1,311 miliardi di dollari (rispetto a 1,241 miliardi del 2018). Il cambio di approccio ha comportato anche l’utilizzo di KPI diversi per valutare la posizione finanziaria dell’azienda. Ora i dati più significativi sono il 12% di crescita dell’ARR (Annual Recurring Revenue, in pratica gli introiti da abbonamenti), i 150 milioni di dollari in nuovi abbonati al Q4FY19 (5 milioni in più rispetto al previsto) e un FCF (Free Cash Flow) passato da 221M$ a 245M$, +13% nel FY19.

L’acquisizione di OnShape

Circa un anno e mezzo fa, PTC fece parlare molto di sé per l’alleanza con Rockwell, che investì un miliardo di dollari per entrare nella compagine azionaria del produttore di Cad. Oltre a Rockwell, PTC collabora strettamente con aziende come Microsoft (in particolare per i progetti di Realtà Aumentata e Mixed Reality, per i quali è stata nominata Partner dell’anno, e per quelli di IoT) e Ansys, leader nella simulazione ingegneristica.

Tuttavia, a PTC tutto questo non bastava e l’11 novembre scorso ha annunciato ufficialmente l’acquisizione di Onshape, per un valore di circa 470 milioni di dollari. Onshape è stata fondata nel 2012 da personaggi del calibro di Jon Hirschtick, John McEleney e Dave Corcoran, creatori e già top manager di SolidWorks, e attualmente conta più di 5.000 abbonati in tutto il mondo. L’offerta software di Onshape infatti viene erogata in modalità SaaS, che la rende accessibile indipendentemente dal luogo di fruizione e dal dispositivo utilizzato e che, quindi, elimina per l’utente la necessità di ricorrere a costosi hardware e a impegnative attività di amministrazione e manutenzione.

Progettisti, ingegneri, tecnici che collaborano in team internazionali, vuoi dai loro uffici sparsi per il mondo così come mediante dispositivi mobili, possono trarre vantaggio dalla natura cloud della piattaforma, che consente loro di migliorare la collaborazione e di ridurre drasticamente il time to market, rimanendo al contempo sempre aggiornati con il software più recente.

Paolo Delnevo, VP Sales South Europe di PTC

Oggi Creo e WindChill sono il core business di PTC, e continueremo sempre a investire su queste piattaforme – ha puntualizzato Delnevo – ma quando i clienti ci chiederanno un Cad in modalità SaaS, noi ci saremo. Oggi l’offerta di Onshape è maggiormente richiesta dalle PMI, ma in futuro ci aspettiamo che la piattaforma interessi anche clienti più grandi”.

Leggendo fra le righe, soprattutto alla luce delle dichiarazioni del Presidente e CEO di PTC Jim Heppelmann, sembra che l’azienda si aspetti che la linea SaaS nei prossimi anni diventi sempre più importante, se non prevalente.

“PTC si è guadagnata una forte reputazione nel perseguire con successo le migliori innovazioni in ottica di continua crescita aziendale – ha dichiarato James (Jim) Heppelmann, presidente e Chief Executive Officer (CEO) di PTC – attualmente le nostre attività legate ai prodotti Cad e PLM on-premises godono di un forte slancio, ma guardiamo molto al nostro futuro in ottica di crescita SaaS. Oggi collochiamo nella zona a più alto potenziale di crescita del mercato Cad la fascia dei clienti di piccole e medie dimensioni, che dimostrano una forte propensione verso modelli di tipo SaaS. Ci aspettiamo che lo stesso interesse cresca nel tempo anche per i clienti di dimensioni maggiori”.

Insomma, non ci stupiremmo più di tanto se gli sviluppatori di PTC fossero già al lavoro per creare versioni SaaS di Creo (WindChill è già disponibile su cloud Azure da qualche mese), o se ne stessero implementando le funzionalità sulla piattaforma Onshape.

Aggiornamenti di prodotto

In attesa del successo dei prodotti in formula SaaS, PTC sta mantenendo la sua promessa di aggiornare e aggiungere funzionalità alle sue piattaforme “storiche”. Per marzo 2020 è prevista l’uscita della release 7.0 di Creo, che avrà funzionalità di Generative Design (incorpora la tecnologia Frustum per la generazione automatica di design ottimizzati in base a una serie di vincoli), Simulation Driven Design (grazie all’integrazione della tecnologia Ansys AIM Solver 7.0.3), Additive Manufacturing (nuove funzionalità per mantenere la leadership nel segmento) e General Productivity/Multibody (miglioramenti alle funzioni di MBD, NC, Multibody Design e alla produttività).

Anche WindChill – il software per il Product Life Management di PTC – continua a essere sviluppato, con quattro direttive strategiche: la Digital Continuity, a garantire la continuità dei dati di engineering; il Digital Thread, che consente ai clienti di migliorare le proprie decisioni grazie alla combinazione e contestualizzazione dei dati disponibili nei vari domini dell’azienda; Digital Twin, che espande le soluzioni IIoT/AR per consentire ai clienti di differenziare i propri prodotti e ottenere una maggiore efficienza utilizzando modelli digitali abbinati a dati sull’esperienza fisica; e infine Digital Deployment, che consente di manutenere un’architettura moderna, ottimizza tramite DevOps i costi on premise, e ottimizza WindChill e gli strumenti DevOps per il Cloud, migliorando così la customer experience.

Per quanto riguarda Thingworx, la piattaforma di PTC in ambito IioT e AR, essa continua ad espandere le soluzioni per engineering, produzione e service, e vedrà una maggiore presenza di soluzioni basate su intelligenza artificiale, IioT e analytics. Sarà in particolare la parte riguardante il digital twin a evolversi in direzione dell’A.I.

In Italia

PTC è presente nel nostro Paese dagli anni ’90, con tre sedi a Torino, Milano e Bologna, da dove vengono seguiti i clienti e la rete dei partner del canale. In Italia, PTC collabora anche con tre Competence Center: il MADE del Politecnico di Milano, dove PTC è presente in 7 dei 14 Use Case e fornisce persone, prodotti e sostegno finanziario; il Bi-rex di Bologna, dove PTC è presente nella “linea pilota” del centro: si tratta di una linea di produzione all’avanguardia, dove le tecnologie di Industria 4.0 vengono integrate in un ambiente digitalmente interconnesso; e infine il Digital Capability Center della McKinsey a Venezia, specializzato nelle tecnologie “lean”.

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Renzo Zonin
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